quinta-feira, 13 de novembro de 2025

Ho camminato sulla luna senza vederla

 Ho camminato sulla luna senza vederla,

perché i tuoi occhi – due pesci elettrici –

avevano spento il cielo.


Ho camminato sul lato opposto della notte,

calpestando crateri come si calpesta la propria infanzia perduta.


Il tuo nome si è arrampicato sulla mia gamba

come un serpente di luce,

e ogni tua sillaba

era una campana che suonava dentro una mela.


Ti ho amato con la disperazione

degli orologi che gridano a mezzogiorno.


Ho sofferto.


Ho sofferto come chi porta un pianoforte

pieno di api.


Ho sofferto perché il tuo sorriso

era un uccello impagliato dei sogni

e, quando ho provato a toccarlo,

il mondo si è trasformato in un dipinto storto

in un museo senza pareti.


Ma continuavo a camminare

sulla luna che non vedevo,

guidata dal mormorio del tuo cuore,

quel motore sacro

che fa girare l'universo senza chiedere applausi.


E poi – oh, improvvisa chiarezza –

il tuo amore aprì la notte

come se aprisse una busta profumata.


La luna, finalmente, apparve

sotto i miei piedi,

e su di essa, a lettere di fuoco dolce,

era scritto il tuo abbraccio.


Io, che ero solo deserto,

vidi sgorgare una sorgente.


Io, che ero solo vagabondo,

trovai la tua porta.


E per la prima volta

da quando il mondo sognava,

non camminai sulla luna,

ma dentro di essa,

al tuo fianco,

felice.

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